lunedì 22 giugno 2009

Il profumo dell'infanzia.






Sapete cosa sento?

Si, in questo momento.

In questo preciso momento.

Il profumo dell'infanzia.

Lo assaporo tutto.

E' pieno di ricordi.

Tantissimi ricordi e non posso farne a meno.

Si accavallano nella mia testa. Sono mille ed oltre.

Non riesco a distinguerli l'uno dall'altro.

Questo sembra felice, quello no.. eppure sono accanto.

A volte mi gira la testa e lo so, questa volta lo so, che i cali di zucchero non c'entrano nulla.

Lo so che è colpa dei ricordi.



Mia ? Mia o dei ricordi?

Una faccia mi sorride l'altra mi odia.

Quì c'è un onda che sbatte contro gli scogli, là la montagna coperta delle nubi.

Quì le patate ed il salmone, là la pizza bruciata della nonna.

Sono troppi, me ne rendo conto anche io, eppure.. ho sulle spalle solo 19 anni di vita. Non tutto quel gran che.

Quando saranno 50, 60... 70? No , dai, a 70 non ci arriverò.

Sto scivolando nell'utopia.



Il profumo dell'infanzia.

Lo sento tutte le primavere, è rinnovamento.

Qualcosa che non so spiegare.

Però questa volta ha ritardato, o forse, io non son riuscita a sentirlo prima.

Mi ha abbandonata.

Mi hai abbandonata.

Ed ancora non ci posso credere quando , alla sera, sfioro con le mani il mio cuscino e rivedo ferme le immagini del tuo profilo nella mia mente.

Non ci posso credere.

Non ci crederò mai.

E' questo il mio difetto.

Sfiderò ogni coccio di ricordo per riportarti in vita bello e sereno com'eri.

Per ricostruire il nostro passato, quello che volevo demolire. E Dio, che sciocca ero.



Rivoglio.

Rivoglio tutto qui.

Nella realtà, affacciarmi alla finestra, vedere le colline e tu che , buffo, mi parli di camper.

Non è romantico lo so. Eppure, nulla è mai stato romantico.

Rivoglio le sensazioni, soprattutto quelle.

Ma quelle vere.

Che resistano davvero o se ne vadano.

Non voglio vie di mezzo. Non voglio mezzi termini.

Non sono mai stata cosi.

Ed ora, che il profumo dell'infanzia mi sta entrando nei capelli non mi resta che tagliarli e lasciarli al vento.

Perchè lontano, vicino, vivo o morto anche tu possa cogliere ogni mio pensiero.









Vorrei riavervi qui.

Per tutte quelle persone che ho perso strada facendo.

Mi mancate, ogni giorno di più, mi mancate.

domenica 7 giugno 2009

Please, be Happy.


Sorridere è più semplice.
Me lo diceva sempre mia madre.
"Sorridi, se non sorridi anche la vita ti terrà il broncio."
Il broncio. Che parolona.
Non so nemmeno se esiste in italiano.
Sorridi.
Io non l'ho mai ascoltata. Sorridevo,ovvio. Ma generalmente per dispetto, per sfida, per antipatia. Mai, mai per felicità.
Ora siedo sulla mia poltrona. Tocco la stoffa verde di cui è fatta. E' fresca benchè fuori ci sia una notevole temperatura.
Allora mi appoggio meglio perchè nella vita, sempre mia madre diceva, non bisogna sprecare nulla. Nemmeno il fresco di una poltrona. E suona strano detto da una che di occasioni, si , ne ha sprecate molte. Lo so. Dicono che sbagliando si impara ma io non ci credo. Sbagliando impara solo la persona intelligente. Io imparo, ma dopo un pò.
Non mi basta un errore, a volte me ne servono due o tre.
Forse sono stupida, forse, mi blocca la voglia di essere amata.
Non smetterò mai di sbagliare . Oggi però, ho realizzato cosa significhi essere leggeri come le foglie. Sorridere per il gusto di sorridere, senza una minima vena di amarezza. Sorrido a mille denti perchè sul numero dei denti ho sempre avuto diverse discussioni. Ma sorrido giustamente.
Forse, dico forse, è merito di questa poltrona.